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Considerazioni sparse

La pausa porta consiglio.
E qualche piccolo bilancio.

Domenica 38mila persone per l’Udinese. Ripeto: TRENTOTTOMILA. A mezzogiorno e mezzo. Contro una squadra di basso profilo.

Ancora non mi è andata giù la vergogna della prima giornata di campionato. Fate una cosina, mettete un punto in più a noi e toglietene due al Napoli. Saremo quarti insieme alla Roma.
Quarti.

Montella ha decisamente trovato la quadra. Spazzati via i dubbi (compresi i miei!). Bravo. Sicuramente ci sarà un ulteriore evoluzione, magari con un centravanti vero (da vedere se con Chiesa messo a fare il tornante o togliendo Badelj dal centrocampo). Resta il fatto che, come succede sempre nel calcio, quando sistemi la fase difensiva sei già molto avanti con i lavori. E i nostri uomini sono perfetti per giocare a 3.
Caceres è spesso uno dei migliori in campo. Pezzella (esattamente come lo era stato Gonzalo) si sente legittimato in posizione centrale. E Milenkovic non ha nulla da invidiare a quel biondino che gioca a Torino con maglie sempre più improponibili e che è stato pagato oltre 70 milioni.
Drago finalmente a livello di quello visto a Empoli.
Centrocampo: Pulgar rimane il vero colpo dell’estate per il rapporo qualità/prezzo. Giocatore importante.
Badelj piano piano sta tornando a livelli accettabili. E poi c’è quel giovanotto che se avesse una maglia a striscie sarebbe già descritto come il nuovo fenomeno del calcio italiano. E invece ce lo coccoliamo noi. In fin dei conti, meglio così.
Dalbert molto migliore di Biraghi (ma non vedo la notizia!); Lirola deve prendere ancora confidenza e fiducia, va aspettato.
Davanti manca la punta centrale. Giochiamo con gli inserimenti di Castrovilli. È ovvio che un riferimento servirebbe. Ma per ora va bene così. Quello che chiedo a Fede è di essere totalmente permeabile ad ogni singolo gesto fatto da quel fenomeno che ha accanto. Mi auguro impari tutto quello che può. Perchè deve crescere ancora tanto, dentro e fuori dal campo. E per farlo non c’è modo migliore che avere un modello come Ribery. Si, il nostro Frank. Firenze è già sua. Non solo per le giocate. Ma sopratutto per il cuore che mette in ogni cosa. Qualche attempato e triste giornalista lo aveva definito un rischio. Addirittura una sciagura. E invece lui sta smentendo questi pagliacci. Non solo non è venuto in villeggiatura… è qui a spiegare il calcio a tutti. Gli applausi di San Siro ne sono stati la definitiva conferma. E per noi è un onore. Lo dico sinceramente… era dai tempi di Batistuta che non mi emozionavo così per il semplice fatto che uno di questo livello giocasse con la maglia Viola. Spero di non aver bestemmiato, ma la sensazione è questa qui. Ed è meravigliosa. Ribery è, semplicemente, uno dei motivi per cui si guarda il calcio. E ce ne innamoriamo ogni volta.
Poi…
Stiamo recuperando Benassi. E i giovani devono crescere senza troppe pressioni. Perchè verrà il momento in cui dovranno essere pronti.
La squadra (e lo scrivevo già un mese fa, nonostante la classifica!) è migliore rispetto a quelle degli ultimi anni. Uomo per uomo siamo cresciuti senza dubbio. Adesso anche il campo conferma questa impressione.
Direi non male, quindi.
Il tutto condito da una società sempre presente. Viva. Passionale. Pronta a investire e a portare Firenze dove merita (le questioni centro sportivo e stadio ne sono prova lampante).

Dopo le prime quattro partite si sentivano già gracchiare i corvi. Le vedove.
Persone misere. Con il dente avvelenato per il semplice fatto di essersi sbagliati su tutto da sempre. Pazienza. La vita li sta già punendo abbastanza, non serve accanirsi.
Ah, sia chiaro… ancora è presto per esaltarsi!!! Molto molto presto e non è mia intenzione!
Piedi ben piantati per terra. Perchè non è cambiato molto. Certo, sono arrivati i punti in classifica che danno morale e serenità. Ma la squadra rimane giovane e nuova. Quindi ci saranno ancora alti e bassi da vivere con serenità e entusiasmo.
E il motivo è semplice. La consapevolezza di essere tornati ad essere una società e una squadra di calcio. Siamo tornati ad essere tifosi. Siamo tornati a respirare sensazioni ormai dimenticate.
Qualche settimana fa chiedevo fiducia. Adesso chiedo solo di continuare con questa grande leggerezza. Quella che viene dall’Anima di chi ha sofferto ma ha finalmente ritrovato se stesso.

Re Artù