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IL PATETISMO DI QUESTE PORE GENTI IN CAMPO – GENTE IN CIABATTE 1 – 3

DRAGOWSKI 6,5 – Esce qualche volta di pugno in circostanze non banali, solito ottimo presidio.

MILENKOVIC 6,5 – Cerca di far capire subito a Leao che gli girano i coglioni e che deve stare fermino. Il portoghese è l’unico pericoloso del Milan e a dieci dalla fine lo dimostra. Non era facile limitarlo.

PEZZELLA 6,5 – Annullare il Piatek di questo periodo è difficile quanto centrare la tazza del cesso da seduti. Lui infatti non si limita a fare solo questo. Molto tonico e presente, anche se con Leao se la vede bruttina anche lui.

CACERES 7 – Chiunque gli giri intorno è costretto ad andare dallo psicoterapeuta. Fantasmagorico.

LIROLA 6 – Prova una delle sue proverbiali discese tutte foga e grinta. Il problema è che la prova contro Leao in velocità e non è un’ideona. Fisicamente sembra in ascesa, grande abnegazione fino alla fine anche se talvolta ha dei cali di concentrazione stupidi. Forza bambino, sboccia. È arrivata l’ora.

DALBERT 6 – Meno bene di altre volte, ma pur sempre bene. Polemico all’inverosimile, non fosse un nostro calciatore sarebbe da menare. Ma per fortuna è qui e gioca con noi e sta dando molto più di quello che mi attendevo. Notevole la differenza a livello di intelligenza calcistica con il tizio che frequentava quella fascia prima di lui. Va beh, ci mancherebbe altro.

BADELJ 7,5 – Oggi sontuoso. Sempre presente, si è permesso di anticipare più volte anche gli avversari. Ma quanto cazzo andavano piano? A parte gli scherzi, da un paio di partite si vedeva una crescita evidente, oggi è stato padrone assoluto della linea mediana. L’unico Milan in campo.

PULGAR 7 – Partita davvero facile. Intorno c’è il nulla assoluto e lui domina assieme al suo collega. Sempre stratosferico quando calcia i rigori, i portieri finiscono a dodici metri dal pallone, micidiale.

CASTROVILLI 8 – E dire che oggi non ha fatto manco la sua miglior partita in viola. Primo gol in Serie A a San Siro, ai grandi capitano queste cose e lui sarà sicuramente un grande. Riesce a fare ogni fase con grande risultato, impatto pazzesco.

BENASSI s.v. – Hai vinto anche tu Marco, oggi hai vinto anche tu.

CHIESA 8 – Sono tanto contento nel vederlo così presente, tornato con gli occhi belli come qualche mese fa. Qualche problema di meccanica (quando tira è quasi sempre ribattuto, dovrebbe riuscire a sbrigarsi di più) e di tattica (scelte spesso sbagliate, problema annoso), di certo continuare a giocare al fianco di un mito non può che farlo crescere. Era questo il suo problema nel periodo precedente: era talmente superiore a quella manica di prestiti inutili e vomitevoli che aveva intorno che aveva probabilmente perso quel “fuoco sacro” che adesso sembra tornato ad ardere.

RIBERY 10 – Discepolo diretto di Zeus. Abbiamo avuto diversi calciatori di grande livello negli ultimi 40 anni, ma meglio di questo coi piedi io ho visto solo Edmundo nella mia insulsa vita. Insulsa al cospetto della sua che può disporre della mia anima e del mio corpo come meglio crede, nel caso ne avesse bisogno. Umilia tatticamente, tecnicamente e mentalmente qualsivoglia essere vivente nel raggio di 110 metri. La gente rimane abbagliata a prescindere dalla fede calcistica e oltre alla standing ovation generale si notano al momento della sostituzione alcune persone che si abbracciano piangendo, altre che si accoppiano selvaggiamente: dove passa lui sboccia l’amore. Una dimostrazione di classe al limite del disumano nell’azione del primo rigore, quando con una giochessa di livello interplanetario manda in coma un paio di imbarazzanti individui avversari. Ragione di vita.

BOATENG s.v. – Giusto fargli prendere gli applausi dei suoi ex tifosi, tornerà utile senz’altro in futuro se avrà voglia di lottare come gli altri.

GHEZZAL s.v. – Si ritrova un pallone a 40 metri dalla porta sguarnita tra i piedi e ci incespica una decina di volte. Quest’altra volta stai più sveglio, gioia.

MONTELLA 10 – Non c’erano altre vie: oggi o vittoria o per me era da allontanare. Perché una squadra da incontrare più facile di questo Milan non c’era, perché aveva anche una rivalsa personale, perché noi eravamo più squadra di loro. E infatti, vittoria (e meritata) è stata. La Fiorentina ha un’identità chiara, una delle pochissime squadre di Serie A ad essere già squadra, questo è un suo enorme merito. Castrovilli è una sua idea, gli ha dato subito le chiavi del centrocampo in mano. E gli attaccanti “piccoli” sono una sua convinzione, senza alcun bisogno di punte centrali aggiuntive o chissà cos’altro. Altri suoi grandi meriti. Gli mancava la lucidità, mancava la tranquillità che solo le vittorie sanno darti. Adesso sono arrivate, la Fiorentina ricomincia col calcio vero da stasera. Partiamo fortissimo, andiamo in vantaggio e poi controlliamo le sfuriate degli altri. Ci regalano la partita, la prendiamo, la chiudiamo e teniamo il pallone. Ovvio che una guida come Ribéry sia clamorosamente importante per trasmettere convinzione e unità d’intenti.