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Mass media e sensibilit sociale: il male come realt quotidiana e indifferente. PDF Stampa E-mail
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Scritto da roberta   
cover.jpgOgni volta come in un film dell'orrore. L'immagine di una macchina distrutta, il sangue  che macchia l'asfalto, l'intervista del parente disperato della vittima che chiede giustizia. Foto cruenti, racconti al limite del rispetto,  disperazione, tragedie, morte.Tutto che scorre davanti ai nostri occhi ormai abituati, raccontato da una voce piatta che legge la cronaca del momento. Tutto come se fosse quotidiano: la vita  diventata spettacolo per menti annoiate...


...basta accendere la televisione,comprare un giornale,o ascoltare la radio,per venire sommersi da notizie ampliamente esaltate,modificate e sbattute al dominio pubblico. La "strage di Erba", l'omicidio di Meredith, la morte di Chiara, il caso dei due fratellini di Gravina, e poi ancora: il terremoto dell'Aquila, ad Haiti e l'inondazione a Messina. Su un vassoio d'argento, servito crudemente sotto i nostri occhi in una fredda esaltazione cronistica, con tanto di repertori,documenti privati, fatti accaduti nelle vite degli altri. E noi  spettatori, come se "il male riguardasse  solo la vita degli altri", come sostenne il Papa nel discorso dell'8 dicembre. Merce esposta per catturare subito l'attenzione, per vendere più giornali,o fare più manichini_sculture_004.jpgaudience; fiumi di inchiostro spesi nell'attimo in cui avvengono i fatti, attenzione mediatica alle stelle, pubblicazione di immagini tragiche senza minimamente riflettere sulla condizione delle persone coinvolte, per poi essere rapidamente dimenticati: ogni giorno siamo bombardati da realtà maligne, che ci abituano all'orribile, e ci costringe a dimenticare presto, per seguire poi un altro "caso" del momento. Una giornalista haitiana scrive sul "Resto del Carlino",riferendosi alla catastrofe che ha ucciso mezzo milione di persone: "Non dimenticatevi della mia gente, quando i giornali smetteranno di parlare, e questa tragedia non sarà più di moda. Non lasciateci soli..."

La disumanità sta in questo: tanto scalpore solo per attirare attenzione. Niente di più. Senza pietà, ogni cosa viene raccontata con esaltazione macabra, ripetuta decine e decine di volte, esagerata fino allo stremo, abituandoci a sentire di tutto.

"Ogni giorno - attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci perchè il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce  e i pensieri si incupiscono."


Il Papa è stato molto chiaro nel suo discorso, esortando la gente a non credere ciecamente a ciò che i media dicono e mostrano, facendoci diventare insensibili come macchine, accumulando indifferenza .Quante volte vi è capitato di cambiare canale ascoltando l'ennesimo omicidio, annoiati dalla sua ripetizione?  Se l'avete fatto,vuol dire che questa deleteria quotidianità vi ha divorato, che la vita è stata sfruttata fino all'osso per l'ennesima volta, in un meccanismo perverso e sadico, con una pietà ipocrita e opportunista; vuol dire che non siete più in grado di provare compassione, sommersi da questa routine di negatività. Il giornalismo sensazionalistico, che estrae dal fatto autentico una storia quasi nuova, ci costringe a vivere segregati in un clima atipico del comportamento umano: l'umanità è stata disintegrata, lo spettacolo ci tiene incollati ai televisori, limitando ogni genere di contatto con i sentimenti.

Non esiste quasi più il giornalismo a scopo solo informativo: ora anche l'informazione è diventata violazione alla privacy, una sorta di "Grande Fratello" giornalistico, che ridicolizza allo stesso modo i coinvolti. La curiosità ci viene ritorta contro come una lama a doppio taglio, usata senza moderazione dai media: ora se compriamo un giornale lo facciamo solo per la nostra sete di invadere la vita altrui, fomentata dalla disponibilità immediata di notizie.A nulla serviranno i discorsi,ma non ci lamentiamo se ormai siamo chiusi dentro bozzoli costruiti da noi, che ci impediscono di costruire ponti verso il prossimo anziché muri. Tutto deve ripartire da noi, dobbiamo riscoprire la nostra sensibilità e liberarci da questa ragnatela di menzogne.Come? Spegnete per un po'  quel televisore...
Commenti
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Paolo   | Super Administrator | 2010-01-20 23:56:06
avatar In generale non posso che concordare, e forse anche io mi sarei fatto prendere dal senso di desolazione. E invece leggendo mi viene da dire che si pu essere meno drastici: c' ancora lo spazio per la compassione autentica, un compassione - lo ammetto - molte volte resa ipocrita da quella tempesta mediatica che ti sballotta come un pupazzo. Infatti la colpa non la do alla gente ma al sistema dell'informazione che ancora ad anni luce dal comprendere quale ruolo e quali responsabilit fondamentali ha nei confronti della gente.
Quindi sottolineo cento volte la tua ultima frase... quando piove troppo l'ombrellino bisogna aprirlo.
Paolo   | Super Administrator | 2010-01-20 23:57:12
avatar a proposito del sistema informazione mi vengono in pente le parole del buon Gaber:
"Io se fossi Dio maledirei per primi i giornalisti e specialmente tutti
Che certamente non sono brave persone
E dove cogli, cogli sempre bene.
Signori giornalisti, avete troppa sete
E non sapete approfittare della libert che avete
Avete ancora la libert di pensare, ma quello non lo fate
E in cambio pretendete
La libert di scrivere
E di fotografare.
Immagini geniali e interessanti
Di presidenti solidali e di mamme piangenti
E in questo mondo pieno di sgomento
Come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento:
Cannibali, necrofili, deamicisiani, astuti
E si direbbe proprio compiaciuti
Voi vi buttate sul disastro umano
Col gusto della lacrima
In primo piano."
Giast - dico solo che..     | Publisher | 2010-01-24 20:54:39
avatar in fondo anche un bel soprammobile con in pi l'opzione di accendersi, volendo! Come quell'orologio da tavolo che in pi ha anche la sveglia, volendo! ;)
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