
Roger e Rafa si incontravano per la 6° volta in una finale dello slam (14 in totale) e nell’era open mai nessuna coppia era riuscita a giungere all’ultimo atto di uno slam così tante volte, inoltre non era mai successo nella storia di questo sport che 2 tennisti giocassero 3 finali di fila in 2 slam differenti.
Federer andava a caccia - nella sua 6° finale consecutiva a Londra - del suo 6° titolo consecutivo cosa che gli avrebbe permesso di superare il grande Bjorn Borg fermo a 5 successi, inoltre vincendo la finale Roger avrebbe eguagliato la striscia di 41 successi consecutivi sull'erba di Wimbledon inanellati dallo stesso Bjorn Borg durante il suo regno londinese.
Alla sua 16° finale di uno slam, Federer si posiziona al 4° posto della classifica di coloro che hanno giocato il maggior numero di finali. Solo Ivan Lendl (con 19 finali), Pete Sampras (18), e Rod Laver (17) hanno fatto meglio di lui ma la vittoria finale su Rafa avrebbe portato lo svizzero a quota 13 titoli dello slam, uno in meno rispetto al record assoluto di Pete Sampras.
Nadal da par suo, per la terza volta consecutiva aveva l’opportunità di diventare il terzo uomo nell’era open a fare il "double" più ambito, ossia vincere nello stesso anno sia il Roland Garros che Wimbledon oltre che ad entrare a pieno titolo nella storia del tennis spagnolo.
Ma la finale numero 122 di Wimbledon non verrà ricordata soltanto per essere stata una delle più belle che la memoria ricordi, ma anche per aver segnato una svolta nella storia recente di questo torneo e nella storia del tennis moderno.
La qualità messa in mostra dai due fenomeni durante la partita è stata a dir poco esaltante: circa il doppio dei colpi vincenti rispetto agli errori gratuiti 60 a 27 per Nadal, 89 a 52 per Federer, inoltre Federer ha segnato 25 aces e Nadal 6.
Ed è successo di tutto. Il match è cominciato con 35 minuti di ritardo per colpa della pioggia. Pronti via Nadal si porta subito due set a zero e sul 3 pari al terzo ha tre breakpoint che però non riesce a sfruttare. Ci fosse riucito la partita sarebbe quasi sicuramente finita 3 set a 0 per lo spagnolo. Ma riecco di nuovo la pioggia che sembra scesa dal cielo per salvare il re svizzero in evidente difficoltà con lo spagnolo in vantaggio 6-4,6-4, 4-5 e servizio. Si riprende dopo 1 ora e 20 minuti di pausa e Roger riesce a vincere il seguente tie break per 7 punti a 5. Si và al quarto con Rafa in vantaggio 2 set a 1.
L'equilibrio permane, i due tengono sempre i loro servizi e si torna di nuovo al tie break dove si vivono dei momenti esaltanti con un setpoint sul 6-5 per Federer e due matchpoint per Nadal sul 7-6 e 8-7 che Federer però salva prima con il suo ritrovato servizio e poi con uno straordinario passante lungolinea di rovescio che è un meraviglioso spot per il tennis. E' la classe di un campione che ritrova un colpo fino a quel momento assente proprio nell'attimo decisivo. Il tie break termina 10-8 a suo favore e la finale come l'anno prima si deciderà così al quinto set. Sul 2-2 del quinto però ritorna la pioggia, ma fortunatamente dura poco: forse anche lei ha capito che non si può rovinare un tale spettacolo.
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I primi due tennisti del mondo infatti non potevano offrire spettacolo migliore e tutti in attesa di vedere come và a finire si riprende con Federer che mette subito a segno due aces, si arrampica fino al 3-4 quando ha una importante palla break che il maiorchino però annulla con un diritto vincente. Rimarrà l'opportunità più grossa per lo svizzero di far "girare" la partita in suo favore. Sul 5-5 infatti annullerà due palle break, sul 7-7 addirittura tre ma alla quarta dovrà concedere il break mandando così Nadal a servire per il match. Sull' 8-7 Roger con un fenomenale rovescio in cross (anch'esso spot per il tennis) annullerà un altro match point ma sarà l'ulitmo sussulto perchè in quello successivo non potrà nulla se non accettare di essere stato battuto da un immenso straordinario campione di nome Rafael Nadal.
Dopo la terra di Parigi quindi anche l'erba di Wimbledon sorride al maiorchino. Di certo questa sconfitta avrà delle ripercussioni sugli attuali equilibri di questo meraviglioso sport. Il ranking dell'ATP dice che Roger è ancora il numero 1 del mondo ma tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori attribuiscono moralmente l'ambita corona al tennista spagnolo capace di dominare, lo ricordiamo, in maniera incontrastabile anche sulla terra battuta europea.
In molti oggi si domandano: questa vittoria è da attribuire al tanto dibattuto rallentamento dei campi di Wimbledon o è il frutto di una forte crescita tecnica e mentale del giovane tennista spagnolo? La verità forse è nel mezzo: se da una parte i campi sono diventati piano piano di "erba battuta" favorendo la potenza e l'atleticità al talento e al tocco, di certo Rafael Nadal negli ultimi tempi è cresciuto moltissimo tecnicamente e mentalmente dimostra di saper reggere pressioni insostenibili e la vittoria in finale raggiunta in quel modo stà proprio a testimoniare la bontà di quanto detto.
Dal canto suo, Federer ora che è stato spodestato dal suo regno di Wimbledon potrà finalmente scendere sulla terra, essere considerato un pò meno estraterrestre e cercare di tornare a vincere come tutti gli umani, se dovesse scendere al numero due del mondo forse sarebbe anche meglio per lui dato che ciò lo solleverebbe da tutte le pressioni che il numero 1 del mondo deve sempre ottemperare in ogni sua uscita.
Di certo il tennis ha prima trovato e poi consacrato grazie a questa finale una rivalità che è entrata a pieno diritto nella storia di questo sport e dei dualismi sportivi più belli in generale, Federer adesso può preparare la sua rivincita sul cemento di Flushing Meadows, ultimo Slam di una stagione per lui fin qui poco favorevole; la rivalità più bella del tennis è destinata a continuare ancora a lungo e questo non può che renderci assolutamente felici.
Se parliamo di Flushing Meadows però non possiamo non pensare a colui che su queste superfici si sente a casa e che sembrava almeno fino al torneo di Roma sulla rampa di lancio per scalfire la sacra rivalità Nadal - Federer. Già, stiamo parlando proprio di Novak Djokovic. Le sue ambizioni non sono di certo diminuite così come non sono diminuite le sue quotazioni nonostante non abbia più aggiunto risultati da prima pagina. Ma dopo essere stato per un pò sugli scudi, ahilui si ritrova ancora una volta all'ombra dei risultati, delle prodezze e del clamore dei due fenomeni che stà cercando di raggiungere.
La stagione comunque prosegue con alcuni tornei importanti come i MS del Canada e di Cincinnati, il torneo Olimpico, la stagione Indoor e la Master Cup. Ci sono in palio tantissimi punti e se vogliamo allargare l'orizzonte e dar merito anche al serbo, in realtà sono in tre a giocarsi la prima posizione nel ranking che attualmente è questa:
1.:Federer (6600) 2. Nadal (6055) 3. Djokovic (4945).
Federer difenderà da qui alla fine dell'anno qualcosa come 3170 punti, Nadal solo 1420 punti e Djokovic 1700 e da tutto questo possiamo dedurre che tutto sarà possibile da qui ai prossimi mesi e si può ragionevolmente pensare che il tennis continuerà ancora per molto ad offrire il suo meglio.
Gianluca Storani
Sito web:
www.giast.com Alcuni highlight della finale