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Perché Firenze abbia messo un fiore sull’arme cittadina non lo sapremo mai con certezza.

Probabilmente la scelta ricadde su un fiore poiché la fondazione della città, secondo una tradizione, avvenne durante i ludi Florales o Floralia, festeggiamenti romani in onore alla dea Flora per l’avvento della primavera. Altra ipotesi, più fantasiosa, porta a pensare che la preferenza sul giglio sia da ricondurre la dedica della fondazione di Florentia al dio Marte, divinità che non solo presiede alla guerra, ma che una leggenda vuole sia nata dal contatto di Giunone con un fiore che permetteva di concepire al solo contatto. Un legame con Marte lo si ritrova anche nel nome popolare del fiore: giaggiolo. Questo vocabolo, secondo alcuni, deriverebbe dal latino gladiolus (piccola spada) forma ricordata dall’aspetto delle sue foglie. Più probabile è un’altra versione: in antico il giglio di Firenze, che in botanica riporta il nome di Iris alba florentina, veniva chiamato dal popolo ghiacciolo, per quel suo particolare colore (bianco e leggermente azzurrato) che lo rendeva simile al ghiaccio. L’alterazione subita nel tempo nel parlato ha portato con probabilità il passaggio da ghiacciolo al “moderno” giaggiolo.