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La Motonave Fiorenza, costruita nei cantieri Picchiotti di Limite sull’Arno, fu trasportata a pezzi a Firenze, sulla riva sinistra all’altezza di Piazza Demidoff per essere rimontata e messa in acqua sotto il Lungarno Serristori. La motonave, che aveva nome Fiorenza, aveva una chiglia a chiatta per non “pescare” più di tanto nelle basse acque del fiume, era lunga una trentina di metri per quasi dieci di larghezza, stazza circa 150 tonnellate ed è capace di duecento passeggeri. Questa novità assoluta per Firenze ha destato la curiosità e l’interesse della soprattutto verso la “Firenze bene”, all’escursione sul battello, specialmente al tramonto, con una spesa di tre lire. La nave sembrava quasi una nave vera e poteva contenere: una sala da ballo e un buon ristorante galleggiante degli anni Trenta, fra la pescaia di San Niccolò e Santa Rosa. Era pilotata dal Ponte alle Grazie sotto il Ponte Vecchio, il Ponte Santa Trinita e ancorata davanti al Lungarno Corsini. “E … al calar della sera si riempiva di zanzare, le dame e i cavalieri si scambiavano tenere grattate, l’orchestra suonava, i camerieri servivano e … le zanzare ronzavano e pungevano … al ritmo di un valzer lento”. Saldamente ancorata ad un imbarcadero fisso tra Ponte Vecchio e la Pescaia di Santa Rosa, la nave Fiorenza un bel giorno partì smontata per Torino a cercare migliore fortuna, ma una volta deposta sul Po, venne trascinata via da un’improvvisa piena. Fini cosi banalmente la vita di questa bella motonave.image1